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Gli scatti affrontano il tema dell’intensa e totalizzante condizione fisica ed emotiva che coinvolge e unisce la madre alla sua creatura data alla luce appena uno o due giorni prima. Una situazione di straordinaria unicità e gioia ma di altrettanta fragilità, i cui contorni si sfocano e si fondono tra l’affaticamento del corpo e la percezione di un cambiamento cruciale  unito talvolta a un senso di inadeguatezza il cui peso richiede comprensione, aiuto, sostegno, in quanto le conseguenze di questo momento incideranno non solo sulle loro esistenze, ma di riflesso sul tessuto sociale di una intera comunità. Non a caso, la mostra ha per titolo Attraverso il blu, perché l’azzurro-blu di una felicità leggera e ricca di speranze, può essere attraversato talvolta dalle nuvole scure della depressione (baby blues) e delle sue conseguenze. Con riferimento all’Oltre il confine del Salone, qui non è superamento “al di sopra” ma reale attraversamento con il corpo e con la mente di un’esperienza forte e unica, dalle forti e contrastanti polarità. Per sensibilizzare quindi verso una presa di coscienza  intorno alla necessità di creare le migliori condizioni affinché questa delicatissima fase della donna trovi superamento in un’armonia psicofisica che accompagnerà lo sbocciare della nuova esistenza, Laura Valle utilizza il veicolo della comunicazione artistica nella convinzione che l’arte non debba rimanere fine a se stessa, ma abbia il compito attivo/interattivo di contribuire allo sviluppo umano e collettivo nel quale si trova ad agire. Artista, docente di Pittura e di Metodi e tecniche della pittura sacra contemporanea presso l’Accademia Albertina di Torino, organizzatrice e curatrice di eventi, oltre che scrittrice e autrice di saggi critici, Laura Valle, esprime in questo corpus di opere la capacità di incrociare ricerche che toccano studi scientifici e riflessioni dai confini aperti. Il percorso concettuale che ha portato a questo ciclo tematico è infatti il risultato di oltre un anno di lavoro realizzato tra le puerpere dell’Ospedale Maria Vittoria. Esperienza coniugata a un percorso metodologico di approfondimento della materia attraverso l’esplorazione dei risultati a cui sono giunti i  maggiori esperti in questo campo, e in modo particolare intorno al pensiero della ricercatrice americana Katherine Wisner, studiosa forse tra le più importanti al mondo per le problematiche collegate alla depressione post partum. Raccogliendo poi il pensiero di alcune avanguardie storiche, secondo le quali nel contesto in cui viviamo già esistono elementi  di per sé identificabili con l’arte per la loro forza e significato intrinseci, traspone questo concetto nella realizzazione delle immagini fotografiche dove nessun accorgimento, nessuna posa o artificio è stato utilizzato in quanto già lo scenario si presenta perfetto, e nulla può essere tolto o aggiunto alla sua omogeneità compositiva.  Il processo artistico concettuale esecutivo avviene infatti nella sperimentazione di Laura Valle con modalità volutamente non invasive. Un’operazione artistica dalle stratificate letture, nata da un’altra mostra, Natività. I Maestri e i giovani dell'Accademia Albertina interpretano il tema del Nuovo Inizio, a cura di Luca Beatrice, nella Pinacoteca dell’Accademia Albertina. Qui l’artista presentò l’opera Nativity Ward che così spiega: “Nativity Ward, espressione a metà tra reparto maternità (Maternity  Ward) e nascita sacra (Nativity), si collega alla mia intenzione artistica di cercare il sacro nell’umano, lo spirituale nel materiale, o meglio nel fisico di un momento così forte come la nascita , e  ancora più in particolare, nel lasso di tempo sospeso delle 24/48 successive. (…).Un momento in cui ancora è presente la fatica fisica nella partoriente, ma già vi è l’alba di un nuovo ruolo che forse si deve costruire, imparare, a partire dal rapporto con il neo - nato. (…) per il loro futuro e di riflesso per tutti noi (Laura Valle).”
ASL To2 Ospedale Maria Vittoria