L’accostamento di musica e letteratura non è cosa di poco conto. Pittura, musica e poesia seguono le

proprie strade parallele, che possono non coincidere nel tempo e non corrispondere nello spazio. La

musica assume un ruolo di grande importanza nel Decadentismo e ambisce a diventare l'arte per

eccellenza, somma di tutte le altre forme artistiche. Richard Wagner (1813-1883) è il nume di questa

reviviscenza musicale, colui che ha saputo rompere gli schemi tradizionali, offrendo un modello di

musicalità inquietante e stimolatrice, ben aderente alla nuova sensibilità per le torbide e inafferrabili

esperienze dell'emotività inconscia.  Nietzsche, decadente che vuol fare il voltairiano contro la propria

natura, ha ben intuito la caratteristica di fondo dell'arte wagneriana, e si sforza di opporle un ideale

apollineo, greco, goethiano. In modo molo simile Guido Gozzano (1883-1916), decadente che vuol fare il

“buono, sentimentale giovine romantico”, rigetta il mito dannunziano per cogliere il valore delle “piccole

cose di poco conto”. E si percepisce “uomo d’altri tempi,” pur riconoscendone la finzione. E’ questa la

chiave che ci ha portato ad accostare Debussy a Gozzano. Claude Debussy (1862-1918), agli antipodi del

wagnerismo, cerca l’essenza delle cose, le nude verità, non deformate da piatte categorie spaziali o da una

pomposa retorica. L’accostamento è prima di tutto, e non tropo paradossalmente, letterario, perché il

letteratissimo musicista ha filtrato e trasmesso la grande lezione del simbolismo francese con grande

consapevolezza tanto nei debiti quanto della propria autonomia. Una corrispondenza profonda è

riscontrabile anche livello tematico: la Luna, quel satellite che tanto influisce sulla nostra Terra. Così, al

Claire del lune, avviene l’incontro con le gozzaniane lune: “luna sopra al campanile antico che parea un

punto sopra un I gigante”, “luna prigioniera fra le sbarre”, “bacio lunare fra le lune chiare”, “nel plenilunio

settembrino” [G. Gozzano, La Signorina Felicita, VII].  Il tempo vissuto da Gozzano è conteso tra la vita e la

morte, tra il sogno e la realtà. Non si può che essere figli del proprio tempo, vivere il presente, ma il

desiderio dell’eternità, per alcuni, è cosi forte da portare a rinnegare il presente e, pure, se stessi. L’arte, in

fondo è senza tempo e rivive in ogni tempo. Così, in questo concerto, i versi di Gozzano rinascono

attraverso la penna e la voce del giovane  compositore torinese Mattia Sebastiano Pauluzzo.

Il concerto è stato presentato il 9 Agosto 2016 ad Agliè città natale dello scrittore con il patrocinio dello

stesso comune in occasione del centenario della scomparsa dello scrittore.

Il Comune di Agliè ha anche sostenuto la composizione e la produzione del brano “Idillio” ispirato ai testi

dello scrittore.

Home Chi siamo CantoLab Docenti Produzioni Jazset - fra Jazset-press-fra Jazset - gallery- fra
© Ass. Musicale Artes Media Project - Via Maria Vittoria 5 - 10123 Torino

Il PROGRAMMA

Idillio (di Mattia Sebastiano Pauluzzo)

cantata - melologo per soprano, baritono, violino, violoncello e pianoforte

su testi tratti da  "La Signorina Felicita", di Guido Gozzano

Claude Debussy (1862-1918): Trio per violino, violoncello e pianoforte:

 

-Andantino con moto allegro

 

-Scherzo: Moderato con allegro

 

-Andante espressivo

 

-Finale: Appassionato

Claude Debussy: Claire de lune

 

Paolo Tarizzo:

Pianoforte

Mattia Pauluzzo:

Baritono

Ilaria Zuccaro:

Soprano

Giuseppe Locatto:

Violino

Amedeo Fenoglio:

Violoncello

Andrea Troni:

Direzione

Video integrale (65 min)

Promo Video  (3 min)